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I monti della Sila
   

- Daini

 

Il grande massiccio silano, che scende gradualmente sull’istmo Catanzaro-Lamezia e sullo Ionio, con le sue numerose propaggini collinari, diramate fra le vallate di fiumi il cui corso è quasi perpendicolare alla linea di costa, si arresta all’altezza di una lunga striscia di costa pianeggiante che inizia a circa due chilometri dal mare.

Da Catanzaro l’altipiano si raggiunge velocemente, in corrispondenza dei villaggi Recise e Mancuso a circa 1300 m. s.l.m., percorrendo in auto, in meno di un’ora, i circa 40 km della S.S. 19 che taglia per il lago Passante, attraversando lo scenario dei paesetti adagiati sui terrazzi o sui promontori delle pendici silane, tra il verde intenso degli oliveti confinanti con i boschi di faggi e di pini più in alto.

Partendo dalla costa ionica la strada più agevole per raggiungere la Sila è costituita dalla S.S. 180, che si imbocca al bivio per Cropani, all’incrocio della litoranea S.S. 106, percorrendola successivamente sino a Sersale e deviando quindi su per una strada che si snoda sul crinale delle vallate tra i fiumi Crocchio e Foresta – affluente del Simeri – raggiungendo poi Buturo, a 1539 m. s.l.m., dopo un rapido percorso di complessivi 32 km che si effettua in auto in circa quarantacinque minuti, attraversando gli stupendi paesaggi delle verdi pendici silane incise dai suoi numerosi corsi d’acqua.

Giunti sull’altipiano, per godere in pieno la Sila, è necessario immergersi lungo i suoi antichi sentieri, gli stessi percorsi dai greci e dai romani per ricavare il legname e la pece stratta dalle incisioni praticate sul tronco dei pini. Alberi secolari che nell’antichità servirono ai romani anche per la costruzione delle navi della loro flotta.

Percorrendo tali sentieri è facile incontrare l grazioso scoiattolo nero con il ventre bianco, che si muove velocemente lungo le cime degli alberi; lo si può osservare quando scende agilmente a terra per accedere alle sorgenti d’acqua. In questa area esiste a disposizione del turista tutta una serie di percorsi attrezzati che si snodano nel territorio del Parco Nazionale della Sila Piccola.

Il Parco si estende da Villaggio Mancuso a Trepidò, con la sua cima più alta: il monte Gariglione a 1765 m s.l.m. La montagna si erge tra i fiumi Tacina, corso d’acqua che sorge dal timpone Morello (1665 m. s.l.m.), e l’affluente del Tacina Soleo che sorge ai piedi del monte Gariglio, nei piani di Tirivolo a 1600 m. s.l.m. Da questo punto si può raggiungere la cima della montagna per incontrarsi nella grande selva, tra gli alberi d’alto fusto e i boschi costituiti da pini larici, dal pino vutullo, caratterizzato dall’altissimo tronco liscio, dall’abete bianco e dai vivai della stessa specie le cui piantine sono oggi particolarmente richieste in Germania per la loro spiccata resistenza alle piogge acide.

Nelle vicinanze si può percorrere poi l’antica sede dei binari di una ferrovia di montagna che serviva per trasportare i tronchi d’albero dai boschi a ridosso di Petilia Policastro, lungo la vallata del Soleo, per essere successivamente lavorati in una segheria. Tale area boschiva, come del resto tutta la Sila, produceva in passato una grandissima quantità di legname. Le attività legate al bosco, producevano un tempo un’elevata occupazione nei paesi montani. La produzione del legname cessò in Sila alla fine della guerra, a seguito degli ampi disboscamenti operati durante il conflitto.

Interessantissimo da visitare è anche l’orto botanico realizzato dalla Guardia Forestale nella località Monaco di Villaggio Mancuso. Vi si offre un percorso attrezzato che si snoda sulla pendice boschiva che corre sotto la strada, contornando un suggestivo laghetto. Le piante sono segnalate con schede didattiche che ne descrivono la natura e l’eventuale utilizzo medicamentoso. A lato dell’orto botanico, chiusa da una staccionata con rete metallica, si può ammirare anche una vasta estensione di terreno destinata a riserva faunistica nella quale si possono osservare in libertà daini (Foto 20), cervi e caprioli.

Altri sentieri percorribili sono quelli che si diramano sulle sponde dei fiumi silani Tacina, Roncino e Ferro. Gli alvei di questi fiumi, estremamente suggestivi, possiedono ciascuno significative caratteristiche di originalità ambientale e faunistica e meritano dunque d’essere attraversati e visitati in impegnativi percorsi di trekking naturalistico.

 

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