“Santuari e luoghi di culto”
IL SANTUARIO DI MARIA SS. DELLE GRAZIE DI TERMINI
Pochi chilometri prima di giungere nel piccolo centro di Pentone, in uno slargo lungo la dorsale del monte Furro, in posizione pittoresca tra il verde dei lecci e dei castagni da dove si colgono bei panorami, sorge la Chiesa della Madonna di Termini, uno dei più noti e frequentati Santuari Mariani della Calabria, inserito per la sua importanza negli itinerari del Giubileo.
Il culto della Madonna di Termini è molto sentito nel catanzarese e ogni anno la festa della Patrona, che si celebra nella seconda domenica di settembre e in onore della quale si svolgono anche pittoresche “luminarie”, richiama numerosi fedeli non solo della provincia, ma dall’intera regione. La festa offre anche l’opportunità di riallacciare il rapporto interrotto tra i molti emigrati e il paese di origine, ribadendo i temi culturali di una fede antica, le tradizioni e i sentimenti tipici di una religiosità popolare non ancora superata dalla incipiente modernizzazione.
Poche le notizie sull’origine del culto e sulla chiesa attorno alla quale sorgeva un piccolo villaggio di contadini e di pastori. La chiesa è stata ristrutturata e ampliata di recente, modificandone completamente l’impianto. La tradizione vuole che sul luogo dove sorge il Santuario, la Madonna sia apparsa a una contadina del luogo, alla quale diede del pane per sfamarsi e un panno per asciugarsi il sudore. Alla giovane la Vergine chiese di far sapere che desiderava che in quel luogo venisse eretta una chiesa in suo onore.
CROPANI
La rotula di San Marco
San Marco è il simbolo di Venezia. Ma non tutti sanno che le sue sacre reliquie giunsero salve nella città lagunare anche grazie ai calabresi. Più precisamente grazie agli abitanti di Cropani.
La tradizione agiografica locale vuole, infatti, e lo riporta anche padre Fiore nel suo “Della Calabria Illustrata”, che nell’anno 831 alcuni mercanti veneziani trafugarono ad Alessandria d’Egitto, dove San Marco era morto, il corpo dell’evangelista. Ma durante la vie del ritorno verso Venezia, la nave sulla quale erano imbarcati si trovò nel mezzo di una furiosa tempesta che la colse nel Golfo di Squillace, naufragando poi proprio nei pressi di Cropani. Gli abitanti del paese accolsero e rifocillarono i naufraghi e si prodigarono affinché potessero riprendere il loro cammino.
I veneziani in segno di gratitudine per l’accoglienza ricevuta, decisero così di lasciare a Cropani una piccola reliquia del santo, la rotula del ginocchio destro dell’evangelista.
La reliquia venerata da allora, si vorrebbe conservata in un’urna nella Cappella di Santa Rita, posta nella Collegiata dell’Assunta di Cropani. Osservando lo stemma sul portale della Chiesa di Santa Lucia, a Cropani, oltre ai simboli del paese, i tre fiori stilizzati, è visibile il leone di San Marco che comproverebbe così l’antico legame che unisce nel nome di San Marco i cropanesi con Venezia.