Partendo dal litorale ionico si attraversa sulla S.S. 106 la frazione di Sellia Marina. Il centro originariamente nato come agglomerato agricolo di proprietari terrieri e luogo di transumanza, dalla fine dell’800 con il passaggio della linea ferroviaria ionica diventa un insediamento stabile, Cittadina di recente formazione, Sellia Marina, divenuta comune nel 1956 si è trasformata oggi in un vivace e ben attrezzato centro turistico e balneare che si distende per oltre 10 km sulle luminose spiagge del Golfo di Squillace.
Ora la sua popolazione è di 6200 abitanti circa. Il centro turistico di Sellia Marina vanta un’offerta d’ospitalità di oltre 5000 posti letto nei villaggi, alberghi, campeggi, residence ed appartamenti per vacanze con ampie possibilità di scelta per i suoi ospiti.
Numerose sono le iniziative sportive, culturali, folkloristiche e d’animazione che si propongono ai turisti, oltre alle rilassanti passeggiate in un entroterra che gradatamente sale verso la Sila per circa 41 kmq nel verde o in collina. La ristorazione locale offre i sapori e i profumi genuini dei prodotti tipici della zona; dai formaggi ai salumi, dagli ortaggi alla frutta e non ultimo il pesce, preparato sempre in modo gustoso nelle numerose trattorie e ristoranti locali. L’artigianato ha pure una parte importante nell’economia del territorio di Sellia Marina.
Numerose sono le botteghe locali che producono manufatti di pregio che vanno dal ferro battuto alle ceramiche, dal cuoio ai tessuti.
L’itinerario prosegue verso la Sila all’interno della valle del fiume Sieri, una volta imboccata la provinciale verso Soneria Sieri. Il paese che sorge a 378 metri d’altitudine, conta 1750 abitanti. La sua fondazione risale al 1590 per opera delle famiglie Grande e Careri. Appartenne ai principi di Satriano Ravaschieri e fu anche feudo della famiglia dei Borgia fino al 1622. Prese il nome da un grande bosco di sugheri che sorgeva li vicino. E’ un tipico paese agricolo, con colture molto sviluppate. L’artigianato vanta una buona tradizione. In particolare la lavorazione del ferro battuto e quella del vetro soffiato (Foto 7), i cui prodotti sono molto apprezzati.
Il riordino amministrativo avvenuto nel decennio francese pose Soneria Sieri a capo di un circondario che comprendeva oltre che la vicina frazione di Sieri Crichi anche i piccoli centri viciniori di Sellia e Zagarise.
Zagarise (Foto 8) sorge a 581 metri d’altitudine, aggrappata ad uno sperone e conta circa 2000 abitanti. La sua fondazione pare risalga intorno all’anno Mille, come ricorda padre Fiore, che n’elenca i numerosi monasteri e i luoghi di culto. Il centro storico conserva un impianto urbano medievale che si sviluppa intorno alla bella Chiesa di Santa Maria Assunta, che ricorda il più celebre Duomo di Cropani. Dell’originaria costruzione gotica conserva la facciata in granito bigio della Sila, con un gran portale ad archi ogivali sostenuti da dieci colonne con capitelli romanici ornati a foglie e motivi floreali, sormontato da un rosone con sedici raggi. Un’iscrizione reca il nome del maestro Ambrosi e la data 1521, che appare d’epoca più tarda rispetto allo stile della facciata. Sul lato sinistro della facciata si erge un alto campanile privo della merlatura: L’interno della chiesa è a pianta basilicale e reca evidenti i segni dei rifacimenti che ne hanno deturpato l’originaria eleganza. Nell’edificio parrocchiale annesso alla Chiesa dell’assunta sorge il “Museo d’Arte Sacra” intitolato a Silvestro Frangipane, agiografo domenicano originario di Zagarise (1570-1650). Il museo raccoglie opere in precedenza conservate nella stessa chiesa e in quella del convento dei Padri Domenicani.
Nella parte alta del paese, tra un dedalo di viuzze su cui si affacciano interessanti e antichi edifici, sorgono altre importanti testimonianze artistiche e storiche. Fra queste, la Torre Normanna, a forma cilindrica, dal diametro di 8 metri e alta 12 metri, testimonianza della vecchia e imponente fortificazione che circondava il paese.
L’altro notevole monumento è la Chiesa del Rosario, dello XVI secolo, con rifacimenti del XVII e XVIII secolo. Originariamente era annessa al convento dei Domenicani, oggi trasformato in edificio scolastico. Nella facciata principale si ammira ancora l’originario portale in tufo. Nell’interno della chiesa a navata centrale con grandi archi laterali, sono venuti alla luce di recente alcune parti di affreschi di autore ignoto, databili al XVI secolo. I brani più leggibili della parte affrescata mostrano una “Madonna del Rosario con Santi domenicani”.
La nostra strada prosegue per circa 10 km alla volta di Magisano (Foto 9), altro centro agricolo tra vasti e bassi oliveti e castagneti sul versante ionico della Sila Piccola, a 575 m. s.l.m. Il paese sorge sul fianco sinistro della valle del fiume Sieri. L’olio d’oliva prodotto nel circondario è molto apprezzato e numerosi sono i frantoi e le aziende olivicole che lo producono. Del comune di Magisano fanno parte due frazioni rurali, quelli di San Pietro e Vincolise, mentre una terza, quella di Uria nel 1956 entrò a far parte del comune di Sellia.
Magisano deve la sua denominazione originaria ai “Vucisano” alla presenza dei “vuccisi”, una tipica specie arborea di piccole piante alte circa 50 cm, di colore verde con foglie piccole e appuntite che servivano come fascine per riscaldare il forno a legna. Magisano faceva parte originariamente dei casali di Taverna, insieme agli altri paesini limitrofi, ed ebbe la sua autonomia comunale per un decreto borbonico del 1820.
Il piccolo centro è noto per avere dato i natali al regista calabrese Gianni Amelio, in verità originario della frazione San Pietro. Magisano, poco più di 1500 abitanti, domina la suggestiva vallata del Sieri. Da visitare nel centro storico, La Chiesa dell’Immacolata, d’origine cinquecentesca, purtroppo manomessa dai vari rifacimenti. Nelle vicinanze vale una sosta anche il piccolo ma spettacolare laghetto artificiale realizzato per scopi irrigui. Appena fuori Magisano si raggiunge la frazione di San Pietro, dove è consigliabile compiere una visita alla Chiesa dell’Assunta.
Ripartiti, attraverso la provinciale che conduce tra oliveti e querceti, a poco più di cinque chilometri, s’incontra Sellia (Foto 10). Il piccolo centro non raggiunge i 1000 abitanti ed è posto a 560 metri d’altitudine, in posizione pittoresca, con le poche case aggrappate alle rocce. Nella Chiesa di San Nicola, da ammirare è una “Pietà”, scultura di marmo a tutto tondo di pregevole fattura d’ignoto artista meridionale dello XV secolo. Nel Vallone Mazzone, sgorga una sorgente detta <<Sale di Sellia>> un’acqua oligominerale che pare essere tra le più ricche di solfato di sodio.
Il nostro itinerario si conclude sulla S.S. 106 ionica in prossimità della frazione turistica di Simeri Mare, dopo aver attraversato il piccolo centro agricolo Di Simeri Crichi. Lasciata Sellia, continuando la discesa verso la costa, ad un km dall’abitato di cricchi, troviamo il “Santuario della Pietà”, dedicato alla Madonna Addolorata. Detto anche di “San Rocco”. La chiesetta, parzialmente ammodernata, mantiene pregevoli affreschi risalenti al 1700. Crichi, capoluogo comunale dalla fine del XVIII secolo, è oggi un centro moderno con un notevole sviluppo urbanistico. Vanta una tradizione nell’artigianato del legno e della tessitura, anche se oggi prevalgono le attività del terziario.
La chiesa, dello XIX secolo come altre costruzioni del centro storico, è intitolata a S. Nicola di Bari, patrono del paese. Crichi divenne famoso nel 1809 per un eccidio di civili per opera di briganti sostenuti dagli inglesi nella lotta contro il dominio francese dell’Italia meridionale. Una gran tela del pittore D. Cefaly da Cortale, ospitata nella sede municipale, ricorda l’episodio.
Ora vi opera una sezione dell’archeoclub d’Italia che sta allestendo un deposito archeologico dei reperti rinvenuti nel territorio comunale e risalenti, per lo più, all’età del ferro.
Proseguendo verso il mare, incontriamo l’abitato di Simeri di cui vediamo, a distanza, i resti del Convento dei Cappuccini (1590), del Castello Bizantino (X secolo) e della Chiesa Colleggiata (Foto 11). Il nucleo abitato ha mantenuto l’impianto medievale, con le viuzze che convergono tutte verso la piazza ornata da un campanile quadrangolare e la piccola Chiesa di S. Innocenzo Martire, i cui resti sono custoditi in un’urna di legno e ottone di pregevole fattura. Distrutto più volte dai terremoti, il centro storico ha perduto gran parte del patrimonio edilizio antico.
Nei pressi del castello resistono ancora cinque colonne provenienti da un tempio greco. Alcuni portali testimoniano delle antiche costruzioni che formavano la parte alta dell’abitato.
Nella parte bassa alcuni ettari di terreni costellati di ruderi, ricordano i quartieri scomparsi della “grecia” e della “Judeca”.
La chiesa parrocchiale è intitolata a S. Maria Assunta. Nel quartiere “Grecia” la chiesa intitolata a S. Infantino, ricostruita nel 1954, ha perduto il titolo di sede parrocchiale con l’ultimo riordino. Simeri ha dato i natali a S. Bartolomeo da Simeri (1050), monaco fondatore del Pathirion di Rossano e di tanti altri monasteri brasiliani, cui il S. Salvatore di Messina e il Monastero del Calabrese sul monte Athos. Anche Agazio di Somma, vescovo e letterato, nacque a Sieri (1592).
La vista panoramica che si gode da questo centro, spazia dalla Sila agli estremi del Golfo di Squillace. Sulla costa sono sorte la frazione di Sieri Mare con la collina di Roccani e gli insediamenti turistici delle località Marincoli e Omomorto, con i villaggi turistici Insud (Valtur e Floriana) che fanno di Simeri Crichi uno dei comuni calabresi a più alta presenza turistica.