Partendo dal litorale ionico, percorrendo la statale 106. Prima di risalire verso i comuni della zona montana delle Serre ioniche (109 bis) si può far tappa nel paese di Borgia, appena dopo aver visitato il Parco Archeologico di Scolacium (Foto 1). Posto a 341 m. s.l.m. Borgia è un centro di 7050 abitanti situato sugli ultimi scoscendimenti del versante ionico delle Serre, a 27 km da Catanzaro.
Ricostruito interamente dopo il disastroso terremoto del 1783, nel suo territorio, a poca distanza dal mare, vi si trovano i resti monumentali della “Basilica della Roccelletta del Vescovo di Squillace” (XII sec. d.C.) e Parco Archeologico dell'antica Skylletion città magno-greca (poi romana Scolacium) fondata da coloni ateniesi.
Da visitare sono i resti archeologici della romana Colonia Minerva Scolacium, fondata nel 122- 123 a.C. per iniziativa di Caio Gracco, rifondata tra il 96 ed il 98 d.C. dall’imperatore Nerva come colonia Minerva Nervia Augusta Scolacium, città che ebbe come figlio più illustre il monaco ed umanista Cassiodoro.
Nell’area rurale intorno a Borgia, di particolare interesse documentario per le antiche tecnologie agricole, sono i cosiddetti "Trappetti” ed i "mulini ad acqua"risalenti al XVII-XVIII secolo, questi ultimi possono essere visitati nell’ampia vallata del torrente Fiumarella, lungo la S.S. 384. Inoltre a pochi chilometri dal centro urbano sono situati in località San Fantino i resti di un monastero fondato da monaci italo-greci tra il VII e lo VIII secolo d.C.
Dopo avere attraversato San Floro, seguendo la strada di fondovalle verso Corace e Marcellinara, il viaggio prosegue risalendo alla volta di Tiriolo (Foto 2).
Il centro sorge su un lungo contrafforte collinare tra le voltate dei fiumi Amato e Corace in una splendida posizione da cui è possibile ammirare gli spettacolari panorami dei due mari (Ionio e Tirreno). Abitato da epoca remota, le più antiche tracce antropiche sono state rinvenute nelle grotte naturali dell’omonimo monte in oggetti riferibili all’età della pietra.
Dell’età del ferro e del bronzo sono i reperti trovati nella zona conosciuta come “Donnu Pietro” ove si suppone si consolida un primo nucleo protostorico. Colonizzato dai Greci nell’IV sec. A.C. Il luogo fu conquistato dai Brettii, che vi impiantarono un nucleo militare per l’alto valore strategico del sito.
Incerta è l’origine del nome di Tiriolo che alcuni studiosi identificano nella greca Terina; l’esistenza di un “Ager Teuranus” è testimoniata dalla tavoletta bronzea del 186 a.C., mentre da non sottovalutare è l’potesi accreditata allo stemma Comunale di derivazione dalla parola greca Trioros che significa tre monti.
L’agglomerato urbano antico conserva nella forma alcuni elementi che ne contraddistinguono l’origine medievale, con centro generatore nel castello utilizzato solo in caso d’estrema difesa della popolazione.
Pochi gli edifici civili e religiosi importanti: Palazzo Alemanni e l’ex convento di S. Domenico rispecchiano la concezione urbana tardo-rinascimentale basata sulla dicotomia tra potere temporale e potere spirituale.
Nella parte alta del nucleo ai piedi del castello, sorge il settecentesco Palazzo Schettini.
Intitolata a S. Maria della Neve è la chiesa Matrice. L’interno a tre navate con soffitto piano e cupolette laterali, ha sul fondo una piccola abside rettangolare e due cappelle a soluzione cupolare.
La chiesa si presenta con schemi e apparecchiature decorative ottocentesche su un impianto preesistente che la tradizione locale fa risalire al sec. XII. La facciata, a capanna sulla navata centrale e coronamento piano su quella laterale, è interrotta da tre portali in pietra e da cornici e lesene. A valle del nucleo antico si trovano il Palazzo Alemanni e la Chiesa di S. Maria delle Grazie con annesso l’ex convento dei domenicani soppresso nel 1809 e oggi di proprietà comunale.
Totalmente trasformato è il vicino Palazzo del Principe adibito ad edificio scolastico, la cui origine seicentesca traspare solo dal disegno planimetrico a pianta quadrata e corte interna.